
Benvenuti all’inferno anche oggi.
Mi domando e vi domando: come vi sentireste se un vicino di casa vi minacciasse sempre di chiamare la polizia perché fate troppo rumore e regolarmente non la fa mai? Credereste ancora alle sue minacce? E’ successo esattamente questo nelle ultime 24 ore.
Ma prima le presentazioni. Io sono Max, analizzo da più di 4 anni notizie di attualità su tutte le piattaforme dove possono monetizzare le mie opinioni non richieste, e questa è Rassegna Stampa. Siete ufficialmente in trappola per i prossimi 10 minuti. Circa. Andiamo agli ultimi fatti.
Nell’ultimo episodio di qualche giorno fa, vi avevo promesso che sarei tornato il prossimo 25 Agosto, e sarà così, ma non potevo risparmiarmi dal raccontarvi del meeting del secolo in questo episodio speciale. Quello tra Raoul Bova e la sua amante dagli “occhi spaccanti”…no, scherzo, quello ce lo risparmiamo per un’altra volta. O forse mai. Oggi invece discuteremo del vertice che si è appena tenuto tra il Presidente degli Stati Uniti e quello russo sulla guerra in Ucraina.
Andiamo subito ai fatti.
L’incontro tra Vladimir Putin e Donald Trump si è svolto ad Anchorage, in Alaska, il 15 agosto 2025 ed è durato circa tre ore (anziché 6 ore come previsto dal Cremlino), è considerato il vertice bilaterale più lungo della storia tra i due leader, ed è il primo tra Cremlino e la Casa Bianca da quando Putin ha invaso l’Ucraina. Ecco i principali dettagli:
Veniamo ai postumi dell’incontro. Trump si è seduto con la sua rete televisiva preferita, la Fox News, per un’intervista a caldo. Cosa ha detto il Presidente?
Donald Trump ha definito l’atteso vertice un successo pieno, valutandolo “10 su 10”. Ovviamente, non poteva dire altrimenti, malgrado di risultati concreti non se ne sia vista l’ombra. Ha anche parlato di “progressi molto buoni” verso la pace in Ucraina, pur ribadendo che “non c’è un accordo finché non c’è un accordo”. Trump ha sottolineato il tono “caldo” e “sincero” dell’incontro, che è stato definito “produttivo” ma non ancora risolutivo: il presidente ha evidenziato che l’ultima parola spetta comunque all’Ucraina. In altre parole, ha messo la palla in mano a Kiev, anche perché ha detto che le forze militari in campo non sono simmetriche: insomma, la Russia è più forte dell’Ucraina, e quest’ultima deve prendere una decisione per la pace. L’Ucraina, non la Russia.
D’altronde, secondo Trump, Putin avrebbe un reale interesse a chiudere la guerra, ma ha dimenticato di dire che a Putin basterebbe terminare il bombardamento dell'Ucraina per ottenere questo risultato.
Facciamo un pò di analisi dell’accaduto, che dite?
Vi do tre spunti di riflessione.
La scelta americana dell’Alaska come location è significativa: fino al 1867 quella terra era della Russia. Il problema è che Trump per tre volte ha dimenticato che l'Alaska è parte dell'America, perché l'ha definita “Russia” ai giornalisti. Forse ha saltato qualche lezione di geografia o forse ha intenzione di cederla a Mosca come parte di un futuro accordo, chi lo sa. Inoltre, la base militare americana dove è avvenuto l’incontro una volta serviva per le intercettazioni all'Unione Sovietica, che però in questo caso è stata la protagonista indiscussa dell’evento. Non a caso, lo stesso ministro degli Esteri russo, Lavrov, si è presentato ai giornalisti con indosso una maglietta dedicata all'ex Unione Sovietica. Pensate che persino sull'aereo del Cremlino hanno servito provocatoriamente pollo alla Kiev. Malgrado questo, il presidente Trump si è dimostrato sempre incredibilmente caloroso con Putin, una persona che ha invaso un altro paese sovrano e che è condannato per crimini di guerra dalla CPI. All’arrivo in aereo del leader russo, il presidente americana lo ha addirittura accolto con un tappeto rosso ed un applauso senza alcun motivo.
Una giornalista della Fox, al termine dell'incontro, ha dovuto ammettere in diretta TV che all'interno della stanza con Putin e Trump “non si respirava una buonissima area”. L'impressione, e cito la giornalista di una rete amica del Presidente, è che “Putin sia entrato nella stanza per ribadire i suoi punti per fare una foto con il presidente e andare via”. Non è un caso che il Cremlino prima dell'incontro aveva previsto la durata di 6 ore per il vertice quando in realtà è durato poco meno di tre ore. Il pranzo di lavoro è saltato, e Trump ha voluto concludere subito il summit. Putin, a sua volta, ha riempito di complimenti il presidente americano, ha ammesso che con lui questa guerra non sarebbe mai scoppiata (come Trump ripete sempre), ha affermato che non ha mai visto un capo di stato raggiungere tanti obiettivi in così poco tempo. Putin è persino salito sull'autoprestiziale di Trump un segnale di avvicinamento ad un leader straniero che è molto inedito per un incontro di questo tipo. Insomma tutto l'armamentario adulatorio per convincere Trump della sua buona fede e non farlo impazzire davanti ai giornalisti, come lui stesso aveva minacciato solo poche ora prima.